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COLLEZIONE ALTIERI

Le seicentine

Sono incluse, poi, ben trentuno seicentine. Anche in questo periodo i luoghi di produzione seguono innumerevoli traiettorie, Parigi, Rotterdam, L'Aia, Londra, Francoforte, Ginevra, Augusta - la romana  Augusta Vindelicorum - percorsi che stanno ad indicare la ripresa degli studi medici e l'interesse scientifico per il trattato salernitano. Gli scienziati del Seicento vollero riallacciarsi alle origini della medicina ed alle fonti universalmente note per estendere e approfondire le nuove teorie emergenti nel campo medico: tutte le categorie, immutate da oltre 2000 anni, furono riviste ed interpretate secondo le leggi della fisica e della chimica, perfino le reazioni del corpo (si tratta di anticipazioni di ciò che saranno poi la biochimica e la biofisica). In base ai nuovi principi, la medicina fu concepita per corrispondere al tipo di malattia e non al tipo di ammalato, senza più  essere conforme ad una precisa o esclusiva categoria, dettata da un dogma risalente agli antichi greci o al prestigio di Galeno.
Colpisce la presenza dell'edizione stampata a Montpellier, nel 1622, da Francesco Chouet. La città francese, al confine fra il mondo islamico - esteso fino alla Spagna - e quello romano, diede inizio all'insegnamento della medicina nel IX secolo grazie ad una scuola rabbinica che nel 1137 verrà definita "Studium generale" con annessa "Universitas scholarium et magistrorum", esempio di scuola molto liberale, frequentata persino da arabi ed ebrei: l'affermazione di Montpellier, quale centro di cultura medica europea, coincide con la decadenza dello Studium salernitano. Insegnarono in questa scuola il catalano Arnaldo di Villanova, spirito libero e aperto ad ogni sollecitazione culturale, e il chirurgo Guy de Chaulliac, che fu autore nel Trecento dell'opera Grande chirurgia, utilizzato come libro di testo per molti secoli.
Tra le edizioni del XVII secolo sono degne di menzione particolare due edizioni olandesi del 1658, che hanno la particolarità di essere state tradotte solo in lingua olandese, senza la presenza del testo latino. Sono due libri introvabili in Italia e presenti in Europa solo a Zurigo e ad Amsterdam. Mai unite e confrontabili nelle loro minime sfaccettature. Altra particolarità è costituita dal frontespizio illustrato ed animato con la presenza di scenografie caratterizzate da personaggi maschili e femminili ed animali.
Vi sono poi altre due edizioni parigine di Henault, anche esse con un frontespizio illustrato e risalenti al 1650 e 1653.
Diverse sono le edizioni con frontespizi figurati e ci sono tutte le cinque edizioni stampate, in più riprese, a Venezia tra il 1630 ed il 1712 che seguono il "filone" tradotto dall'incognito accademico dal nome Vivo Morto.




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